Come abbinare Rettangolo

Come indossare l’etnico in inverno

Ottobre 17, 2014

[testimonial author=”Irene”]Ciao Sara! Mi chiamo Irene e ho 21 anni. Sono una rettangolo alta 1.73 e peso 50 kg. Ho letto il tuo ultimo post sull’abbigliamento etnico: io, infatti, adoro questo stile e mi ci sento bene dentro 😉 da quando avevo 16 anni mi vesto in questo modo. Unico neo, mi riesce MOLTO meglio vestirmi etnica nelle mezze stagioni, e soprattutto d’estate… infatti in questi mesi sono sempre andata a giro con gonne lunghe fino ai piedi e pantaloni da odalisca variopinti… Mi sento davvero a mio agio cosí! Peró c’é un problema: quando arriva il freddo é un disastro. Finisce sempre che mi sento anonima… I capi invernali che ho, per quanto abbia fatto in modo di sceglierli colorati (mi donano i colori caldi), sono tutti a tinta unita, nessuna decorazione/fantasia, e tagli semplicissimi… E allora faccio in modo di ravvivare con sciarpe e monili etnici… ma non è la stessa cosa! Alla fine resta il fatto che sono vestita con normalissimi pantaloni e normalissima maglia. Che barba! Come chiedeva Fabiola, in un commento, è possibile vestirsi etnico in inverno “senza sembrare uno yeti”??! Mi ha tolto le parole di bocca… 😉
Grazie Sara!
Irene[/testimonial]

Pubblico questa mail solo adesso perchè scrivere di maglioni e stivali col pelo in estate a me mette caldo. Lo so, un giorno o l’altro dovrò farmi curare. Questa mia intolleranza climatica non mi colpisce solo quando sfoglio l’inserto sfilate di Vogue sul bagnasciuga insieme al mio migliore amico e giochiamo alla vetrina (un gioco inventato dalla mia ex compagna di banco al liceo, eravamo davvero molto interessate alle lezioni di matematica e fisica, altroché…), ovvero a scovare abiti portabili in una marea di abiti improponibili. Lui sceglieva le modelle, chiaramente. Ad ogni modo, questo mi ha permesso di riflettere molto su questa domanda e sono giunta alla conclusione che è meglio dire la verità piuttosto che giocare alla Carla Gozzi della situazione, dando soluzioni discutibili avendo formulato una risposta prima ancora di sentire la domanda (non so se l’avete notato, ma a “Ma come ti vesti” funziona così: “Sei sempre in scarpe da ginnastica, vai subito ad autoinfliggerti 100 frustate con un ciclicio medievale!” “Ma Carla… Non metto i tacchi perchè ho il crociato rotto; non vedi il gesso?!” “Ma cara è  presto fatto! Eccoti un paio di scarpe tacco 15 in corda zibellinata che sono comodisssssime!” “Ma non riesco a camminarci, ma comode de che?!” “Questo perchè sei un subumano, nessuna donna vera traballerebbe come te sui tacchi! E’ chiaro che non appartieni al nostro genere!” “Carla ma io devo prendere il treno e correre in stazione perchè le coincidenze sono sempre in ritardo, come faccio col tacco 15 zibellinato e la gonna, con il portatile, le carte del tribunale, i verbali, tutto quello che mi serve per lavorare?!” “Ma cara è presto fatto! Ecco qui una comodissima microborsetta a mano dove infilare solo portafogli, carta di credito, cellulare e rossetto. Come una vera lady.” “Ho come l’impressione che tu non mi stia ascoltando” “Ovvio, io ed Enzo siamo storditi dalla bruttezza di questo cardigan nero, ma con cosa lo metti?! Via nel bidone del riciclo, lo faremo diventare un cappellino maculato con veletta e brillantini arcobaleno che potrai sfoggiare ad Ascot!” E via dicendo). Quindi, onde evitare di farmi prendere dalla sindrome di Carla Gozzi, sarò sincera: in inverno lo stile etnico non si può adottare. E la ragione è anche molto banale: i Paesi da cui vengono la maggior parte di abiti etnici sono Paesi in cui l’inverno non esiste. Se una è abbonata a gonnellone indiane, pantaloni e kaftani del Nord Africa, bracciali e collane multicolori del Burkina Fasu o gonne di paglia polinesiane, dovrebbe sapere che – beati loro – in questi posti han bisogno giusto di uno strato di cotone praticamente 12 mesi all’anno. E io, odiando l’inverno, da brava lucertolina mi ci trasferirei anche subito.

La soluzione arriva spostando il problema: cosa s’intende con “etnico”? Se appunto siamo legate all’idea che sia uno stile che mescola abiti d’ispirazione indiana, medio-orientale e africana, probabilmente in inverno siamo destinati a gelarci i ciapét. Ma “etnico” in realtà non significa solo questo e chi mastica un pochino di antropologia sa bene che “etnico” è tanto il foulard indiano quanto la polenta valsugana, tanto il servizio da té giapponese quanto i maglioni con le greche scandinavi. E’ uno stile che andrebbe ampliato, spostando nei mesi più freddi le nostre coordinate geo-modaiole più a nord o più in alto, dove l’inverno è comune e spesso perenne: Ande, Himalaya, Siberia. Ovvio: sono stili molto diversi da quello che abbiamo in mente quando parliamo di “abbigliamento etnico”; ma è proprio il restringere il campo ad uno standard ben codificato (gonnellone, pantaloni larghi, collane di legno) a far perdere la varietà di ciò che è davvero etnico ad uso e consumo di una clientela (la nostra) nutrita a gusti preconfezionati; in questo modo, si addomestica l’alterità culturale e la si rende più digeribile anche ai palati più territoriali. Ma dobbiamo rassegnarci al fatto che (per fortuna) là fuori ci sono molte più differenze di quante crediamo, che la Russia non è solo matrioske, la Francia non è solo macarons, l’etnico non sono solo elefanti neri su un telone giallo.

Veniamo a noi: attingere quindi dalle tradizioni vestiarie di popoli che convivono con neve e venti gelidi è l’unico modo per adottare uno stile etnico anche in inverno. Almeno, così pare a me. Non credo riuscirei a digerire una gonna indiana con maglione, scarpe col pelo e tripla calzamaglia; a ogni capo la sua stagione. Dato che quest’inverno le sciarpe giganti sono il must, addirittura usate come ponchos e coperte in alcuni casi, l’idea più semplice che m’è venuta è sfruttare quei bellissimi maxi foulard siberiani, tibetani, mongoli, dai colori caldi, con disegni elaborati e in tessuti come lana e cachmere (mentre ero nella Siberia orientale, vicinissimi alla Mongolia, ho visto mercati improvvisati di pastori che vendevano queste sciarpone 100% cachmere, morbidissime e caldissime, a soli 20 euro. Mannaggia a me che avevo lasciato il portafogli in ostello). Vivacizzano anche un cappotto nero e un paio di jeans, riscaldando il look in tutti i sensi. Tra l’altro, la fantasia di questi tessuti tradizionali nomadi è stata d’ispirazione per un’intera collezione di Valentino. Non che questo li renda più belli, io li trovo stupendi già di loro.

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Un’altra idea è prendere ispirazione dai tessuti andini, dalle loro coperte usate come sciarpe in cui avvolgersi o come ponchos legati in vita da una cintura.

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Anche per chi non è particolarmente attratto dallo stile etnico, questo è un modo per dare un po’ di colore alle lunghe e grige giornate invernali (e per stare belli caldi, dato che, se originali, questi capi sono fatti per resistere a temperature molto sotto lo zero)

26 Comments

  • Reply
    Cristina
    Ottobre 17, 2014 at 1:03 pm

    Bellissimo post e bellissima descrizione di Carla Gozzi :-pppppp. Praticamente, descrivendo lo stile etnico estivo e i relativi paesi, hai descritto il clima che ho io nella mia città per buona parte dell'anno (ieri avevamo 32 gradi: da suicidio). Io adoro l'inverno e ravvivare dei colori un pò cupi con dei monili etnici colorati mi piace. Non ho molta roba del genere, ma mi hai dato uno spunto carino su cui lavorare 🙂

    • Reply
      Consigli x principianti
      Ottobre 17, 2014 at 3:20 pm

      32 gradi adesso?! Io sono alla scrivania avvolta nella sciarpa!! Facciamo cambio?!

      • Reply
        Cristina
        Ottobre 21, 2014 at 10:04 am

        mi scuso per la tardiva risposta; la temperatura è scesa di qualche grado,ma non come vorrei; diciamo che 20 gradi andrebbero bene 🙂 e se vuoi far cambio, per me va benissimo 🙂

  • Reply
    ssimona
    Ottobre 17, 2014 at 1:37 pm

    Bello qs post e tu pungente come sempre:-*
    Nn ho mai amato particolarmente lo stile etnico…ma l'abbinamento dell'ultima foto è favoloso!!!

    • Reply
      Consigli x principianti
      Ottobre 17, 2014 at 3:20 pm

      Se ben mixati, i capi etnici si accordano praticamente con ogni stile (tranne quello sportivo). Sono una bella idea per rendere tutto più originale.

  • Reply
    Lisa
    Ottobre 17, 2014 at 2:04 pm

    Concordo su tutto! Trovo che l'etnico invernale sia una buona opportunità per ravvivare il guardaroba invernale, che tendenzialmente è abbastanza scuro (o perlomeno il mio, specialmente se paragonato a quello estivo). Quest anno ho visto nelle vetrine diverse mantelle e poncho in lana, da usare come cardigan o sopra i cappotti! Alcune di queste richiamavano molto lo stile azteco! Potrebbero essere un'idea!

    Lisa
    <a href="http://www.tasteandshoes.blogspot.com">tasteandshoes.blogspot.com</a&gt;

    • Reply
      Consigli x principianti
      Ottobre 17, 2014 at 3:19 pm

      Io i ponchos li userei esclusivamente sopra il cappotto, per sfidare le asperità di Trenitalia 😀

      • Reply
        Ari
        Ottobre 17, 2014 at 4:26 pm

        Quindi si può usare tranquillamente sopra al cappotto? Non l'ho mai fatto per paura di sembrare scema!

        • Reply
          Consigli x principianti
          Ottobre 17, 2014 at 5:16 pm

          Basta che non risultino troppo informi 😉 come in tutte le cose, ci vuole del buon senso!

  • Reply
    ariel
    Ottobre 17, 2014 at 2:21 pm

    non vesto spesso etnico anche se lo amo, perchè troppi colori e troppo vivaci non mi donano affatto 🙁
    però quando proprio voglio concedermi un pezzo che mi piace e che mi ravvivi un po' la monotonia invernale, mi fiondo nella bottega del commercio equo e solidale. lì di solito non c'è l'etnico standard da catena low cost (avete presente? le maglie con frange e perline o i leggings con le decorazioni tribali di H&M o promod o…), ma quello reale (viene davvero dai quei paesi), di ottima qualità e fattura (non esiste sintetico, si tratta sempre di fibre naturali) e per di più al giusto prezzo per il produttore…quindi l'etnico che prediligo, insieme a qualche capo-ricordo di qualche viaggio.
    inoltre faccio parte di una associazione di volontariato e cooperazione internazionale con la Bolivia, tra le attività abbiamo anche la vendita diretta di prodotti dell'artigianato locale, fatti da associazioni di donne ed ex detenuti. La maggior parte dei capi di abbigliamento e accessori è di alpaca morbidissima e caldissima, e non costa neanche tanto considerando la qualità dei prodotti…quindi il mio consiglio, per l'etnico, è rivolgersi all'equo o alle tante associazioni di solidarietà internazionale.

    • Reply
      Consigli x principianti
      Ottobre 17, 2014 at 3:18 pm

      Assolutamente!! Io inorridisco davanti al finto etnico in plasticazza e in quelle fantasie pseudo-azteche. Se voglio l'etnico, sia nei gioielli, sia negli abiti, sia nell'arredamento, preferisco rivolgermi alle botteghe dei popoli. Inoltre, la qualità è mooooolto più alta, sia nei materiali sia nella fattura! Certo, costa di più, ma le cose sono davvero belle. E calde se devono essere calde, fresche se devono essere fresche.

  • Reply
    GaiaT
    Ottobre 17, 2014 at 4:16 pm

    La domanda che segue necessariamente questo post è: dove si possono comprare capi come questi? Io mi sono letteralmente innamorata delle ultime due foto!! *_*

    • Reply
      lilit
      Ottobre 17, 2014 at 4:41 pm

      la cosa più scontata è comprarli in viaggio. certo il presupposto è che bisogna viaggiare molto e nel modo giusto, e non tutti hanno la possibilità di farlo. una valida alternativa sono i mercatini etnici (badando che siano etnici per davvero), e le botteghe eque e solidali, che di solito hanno sempre qualcosa.
      altra strada non battutissima ma molto proficua: trovare qualcuno originario del Paese in questione, attaccarci bottone e chiedergli il favore di procurarci il tal capo la prossima volta che va a trovare i parenti. mio marito che desiderava tanto un caftano marocchino ha fatto così, e quello che gli han portato è stupendo.

      • Reply
        Consigli x principianti
        Ottobre 17, 2014 at 5:18 pm

        Sì, entrambe le strade mi sembrano ottime! Il Commercio Equo ha sempre sciarpe, oggettistica, abiti e gioielli 100& homemade e 100% etnici.

        • Reply
          Sara
          Ottobre 19, 2014 at 9:50 pm

          quoto il commercio equo e le conoscenze a cui commissionare acquisti, in alternativa si possono tenere d'occhio le fiere tipo la fiera dell'artigianato a rho fiera (milano) 😀

  • Reply
    Ari
    Ottobre 17, 2014 at 4:31 pm

    Ma l'abbinamento dell'ultima foto è fatto con un poncho o con una pachmina? Non capisco come funziona D:

    • Reply
      Consigli x principianti
      Ottobre 17, 2014 at 5:15 pm

      E' una sciarpa usata come poncho!

      • Reply
        Ari
        Ottobre 24, 2014 at 12:11 pm

        Oggi ho provato con una pashmina palestinese regalatami da mio fratello…e mi piace proprio! 😀 Avevo paura che il dietro fosse ridicolo, invece è la parte migliore. Ora il lavoraccio sarà convincere il moroso, che non è un grande amante delle cinturine in vita…
        Secondo te si può portare anche sopra il cappotto?

  • Reply
    Maria
    Ottobre 17, 2014 at 7:53 pm

    Che belli questi poncho/sciarpe colorati! Una delle cose che odio dell'inverno sono i colori cupi che dominano praticamente TUTTO: cerchi un maglione? Tutti colori scuri e smorti, idem le sciarpe, i pantaloni, le gonne, le magliette… Diciamo che sono alla perenne ricerca di roba invernale ma colorata, e queste proposte mi piacciono!

    • Reply
      Consigli x principianti
      Ottobre 18, 2014 at 7:22 pm

      Vero, per questo credo che un tocco di etno o folk sia molto indicato anche per chi non ha quello stile, ma anche per chi non ama troppo essere cupa in inverno 🙂

  • Reply
    Kika
    Ottobre 17, 2014 at 10:41 pm

    Fantastico questo post! Anch'io adoro lo stile etno-folk e cerco di adottarlo d'inverno, ma non avevo mai riflettuto che se è così difficile è perché nei Paesi cui l'etnico tipicamente si ispira è sempre estate! Senza saperlo era quello il motivo per cui mi trovavo, come tu consigli, a "cambiare destinazione geografica" 🙂 Manco a farlo apposta ho appena scoperto la bellezza dei cappotti/mantelle folk, che quest'anno mi pare siano di moda, e ci ho fatto un post: mi permetto di segnalarlo perché magari può dare qualche spunto a Irene e ad altre interessate:
    http://lemusedikika.blogspot.it/2014/10/colpo-di-fulmine-il-cappotto-folk.html

    Mi piacciono anche le gonne ricamate a motivi folk d'ispirazione "Russia e dintorni" (difficili da trovare però…), oppure le casacche ricamate marocchine, che nelle versioni più sobrie vanno benissimo in inverno. Segnalo anche un brand stupendo per chi ama il genere, anche nella stagione fredda: Johnny Was. Non credo che spedisca in Italia ma ci si può rifare gli occhi 😉

    • Reply
      Consigli x principianti
      Ottobre 18, 2014 at 7:28 pm

      Grazie mille Kika delle dritte e del link!! Utilissimo per chiunque voglia ispirazioni!!

  • Reply
    Anna
    Ottobre 17, 2014 at 10:41 pm

    In effetti servirsi nei negozi del commercio equo mi pare la soluzione migliore per chi ama l'etnico… in fondo, come ogni negozio, in estate vendono capi leggeri ma in inverno sono in pura lana (e non è poco!).

  • Reply
    Viola
    Ottobre 17, 2014 at 11:06 pm

    La fantasia della prima foto è fantastica! Pure io odio i colori cupi invernali. Già il cielo, dove abito, è solitamente grigio, se non plumbeo, aggiungiamoci un abbigliamento funereo.. No no, proprio non fa x me 🙂

    • Reply
      Consigli x principianti
      Ottobre 18, 2014 at 7:32 pm

      Forse è questo che rende così cupi i nostri inverni e così fiabeschi e affascinanti gli inverni lapponi e andini: la gente si veste in modo colorato e non grigio-nero-beige!

  • Reply
    Clizia
    Ottobre 20, 2014 at 12:29 pm

    Ciao, come ispirazione consiglio anche Anthropologie:
    http://www.anthropologie.eu/anthro/category/new+arrivals/clothing-newarrivals.jsp#/

    Volendo spediscono anche in Italia, ma i prezzi sono un po' altini, e non sempre i tessuti sono all'altezza

    Clizia

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