Come abbinare

Come vestirsi se si è pendolari: rapida guida di sopravvivenza

Settembre 3, 2015

Qualche tempo fa su facebook o nei commenti ai miei post (perdonatemi, la mia memoria rasenta lo stato Doris di Alla ricerca di Nemo…) una ragazza mi ha scritto dicendomi che ok la moda, ok tutto, ma lei usa treno e altri mezzi di trasporto per raggiungere il posto di lavoro. Come vestirsi quando si è pendolare? Io l’ho fatto per un anno, ogni giorno, e devo dire che non avevo grandi restrizioni; prendevo la metro, poi il treno, poi grazie alla tessera di bike sharing mi facevo una pedalata di circa venti minuti per arrivare in ufficio. A parte svegliarsi all’alba per essere alle 09:00 al lavoro, mi vestivo più o meno come mi sarei vestita se fossi salita in auto e mi fossi fatta mezz’ora nel traffico. Non mi lasciavo limitare molto negli abiti in sé: se volevo indossare una gonna, indossavo una gonna (non mini, perchè poi arrivava la bicicletta!), se volevo indossare un vestito, indossavo un vestito. Quello che invece era limitato era il “parco accessori”, che sceglievo in modo molto oculato: scarpe, borse, sciarpe e capospalla non potevano assolutamente essere lasciati al caso.

Partiamo proprio dal capospalla. In estate, di problemi non ne avevo molti: la zona in cui vivo è particolarmente calda da giugno a settembre, calda ed afosa, l’accoppiata peggiore. A parte lasciare spossati e sudatissimi, il clima estivo non limita eccessivamente l’abbigliamento della pendolare: un abito adatto alla nostra forma, scarpe comode e via. In inverno la situazione cambia eccome. La Pianura Padana e le prealpi sono famose anche per il loro inverno rigido e umido, la seconda accoppiata peggiore dopo l’inverno artico. Il freddo ti entra nelle ossa e ti distrugge naso e punta delle orecchie (solo io soffro un sacco il freddo alle orecchie?!); questo è vero per tutti, ma soprattutto per la povera pendolare che non può riscaldare a suo piacimento il treno o l’autobus che la porta al lavoro: quando va bene, ci sono 40 gradi, quando va male -40… E’ quindi necessario avere un capospalla adatto ad entrambi gli scenari. Per l’inverno, direi che è fondamentale il piumino. Il cappotto è bello (e adattissimo alla mezza stagione), ma anche se fatto di pura lana d’angola e pelo di orso polare non terrà mai caldo come un bel piumino. Ci sono piumini molto belli, lineari, caldi, svasati, con cintura in vita, adatti davvero a ogni forma; ricordo la collezione dell’anno scorso di Max Mara, i piumini erano praticamente cappotti tanto erano mascherati! Certo, ci lasciavi un rene. Ma esistono alternative altrettanto carine e più economiche. Inoltre nessuno, quando fa freddo freddo in modo assurdo, ti guarda male se indossi un piumino, anche se non è bellissimo ed un po’ sportivo: credetemi che la grissina con tacco alto e cappottino vi sta invidiando, non guardando con disgusto! Perchè proprio il piumino? Perchè sotto ci permette di indossare quello che vogliamo, fondamentale se gli interni di ufficio, autobus e treno sono iper-riscaldati. Odio l’idea di “vestire a strati”: troppi strati infagottano e spesso neanche tengono davvero caldo. Preferisco decisamente vestire secondo la temperatura del mio posto di lavoro e poi coprirmi con un bel piumino o cappotto belli caldi. E’ questione di punti di vista e di comodità.

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Il secondo punto sono le scarpe; no a scarpe scomode e tacchi troppo alti, dato che bisogna salire e scendere da scale non proprio confortevoli e sicure (chi ha idea di cosa sia un vagone di Trenitalia, sa di che parlo); non è detto però che si debba per forza fossilizzarsi su scarpe da ginnastica o da trekking: alla fine stiamo prendendo il treno, mica scalando il Nanga Parbat; vanno benissimo anche un tacco largo e non troppo alto (anche se ho visto avvocatesse svettare tutto il giorno su uno stiletto 12 che mi faceva dolere i malleoli solo a guardarlo), stivaletti bassi, stivali al ginocchio se portate la gonna, ballerine (se avete le piante dei piedi d’acciaio!). Non per forza comodo significa brutto! Se però il vostro lavoro vi impone un look particolarmente formale ed elegante e al tacco proprio non potete rinunciare, per evitare di distorcervi la caviglia salendo e scendendo dalla metro e dal treno rubate l’idea alle newyorchesi di infilare i tacchi in borsa (vendono apposite pochettine per custodirle) e di usare scarpe basse per il viaggio.

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Di solito si parla profusamente della borsa: deve essere bella, alla moda, intonata alla sciarpa e al cappotto, con logo riconoscibile, da fare invidia alla vicina di scrivania, etc… Ma si trascura spesso la caratteristica principale che deve avere per una vera pendolare, ovvero la capienza: i viaggi in treno (il mio durava circa un’oretta) sanno essere noiosissimi, oppure possiamo renderli una vera manna dal cielo. Ormai sveglia, io non riuscivo a dormire (e poi ero terrorizzata dal perdere la mia fermata: una volta è successo, al cambio non mi sono svegliata e 40 minuti dopo ero a più di 60 km da casa, alle otto di sera). Ne approfittavo quindi per fare tutte quelle cose che solitamente non riuscivo a fare a casa, per via del lavoro full time: leggevo romanzi e giornali, aggiornavo la pagina fan di Consigli per Principianti, buttavo giù idee per rispondere alle vostre mail. Per questo, avevo bisogno di spazio per i libri, le riviste, il taccuino e tutto quello che solitamente mi serviva poi al lavoro; in più, mi serviva spazio per infilare sciarpa guanti e cappello: dopo aver dimenticato i guanti in pelle nera regalo della nonna sul sedile dopo un viaggio rocambolesco, uno impara a conservare tutto dove poi può trovarlo con facilità! Questa mole di cose stanno in una borsa grande e pesante: serve quindi che sia anche comoda da trasportare. No alle borse a mano, che impediscono e devono sempre essere tenute in una mano sola o nell’incavo dell’avambraccio, e no anche a quelle da tenere su una spalla sola, che fanno venire mal di schiena: la cosa migliore è optare per una borsa a tracolla. La mia è nera, semplicissima rettangolare e capiente, con tracolla bodycross e piccola maniglia, nel caso debba essere posata da qualche parte mentre mi siedo; comodissima, ci stanno tutti i libri e il pc piccolo ed è anche molto elegante nella sua semplicità. Ovviamente se avete un pc “importante” prendete in considerazione l’idea di comprare no zainetto ad hoc: la borsa diventa davvero pericolosa per i nostri dati, meglio lasciarvi dentro solo cose che non si rompono!

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E voi, siete pendolari o automunite?! Quel è il vostro trucco per sopravvivere ai viaggi verso scuola, università e lavoro?

20 Comments

  • Reply
    chiara
    Settembre 4, 2015 at 11:24 am

    Uh, quanto conosco il tema, le so tutte! Gli anni di università da pendolare ormai cominciano ad essere distanti…. Ora abito in montagna e, per lavoro, scendo in pianura 2/3 volte a settimana…che è quasi peggio. Pur essendo automunita, durante il periodo invernale passo dai -15 di quando parto da casa ai 5/6 gradi di quando arrivo in pianura. Non avete idea di che cosa significhi vestirsi in quei mesi…. il delirio. Perché se in montagna quando nevica o ci sono -15/20 gradi sotto zero nessuno guarda come e quanto sei vestita, il discorso cambia quando, dopo poco più di un'ora, ti ritrovi in città. La mia macchina, in quei mesi, diventa quasi un armadio, anche perché non so che temperatura troverò in città. Il periodo peggiore, comunque, è verso marzo quando da noi c'è ancora neve ed in pianura sono già sbocciati i fiori….

    • Reply
      Sara Consigli X Principianti
      Settembre 4, 2015 at 11:49 am

      Posso solo immaginare! Credo che in questo caso avere un'auto-armadio ti salvi letteralmente, sarebbe impensabile creare due look così diversi vestendosi a cipolla!

      • Reply
        chiara
        Settembre 4, 2015 at 3:57 pm

        Infatti, da vera esperta quale mi vanto di essere, avere troppi strati ti infagotta e non scalda: 4/5 strati di cotone/acrilico non scaldano! Anche perché fuori la temperatura è di -15 ma negli uffici, al lavoro, in casa, la temperatura è…… normale!!!!!!!
        Io preferisco investire in un ottimo capospalla (nelle settimane più fredde leggi solo piumino lungo con cappello, berretti, guanti) e sotto posso metterci una giacca con blusa/camicia o una dolcevita. Come diceva un mio caro amico amante della montagna: non esistono buone o cattive condizioni atmosferiche, esistono buoni o cattivi equipaggiamenti…

        • Reply
          Sara Consigli X Principianti
          Settembre 5, 2015 at 10:27 am

          Siamo proprio sulla stessa lunghezza d'onda 😉

  • Reply
    Charlotte
    Settembre 4, 2015 at 1:48 pm

    Ah, finalmente qualcuno che lo dice!! Vestirsi a strati NON è una soluzione… è scomodo, voluminoso, e ci si ritrova a mettere e togliere pezzi in mezzo alla strada come delle scappate di casa… non fa per me, sono contenta di non essere l'unica 😀

    • Reply
      Sara Consigli X Principianti
      Settembre 5, 2015 at 10:20 am

      No no non sei affatto l'unica! A me vengono i brividi se solo ci penso, l'ho fatto solo una volta e il risultato era disastroso: non ero bella da vedere, sembravo grassa e alla fin fine non l'ho trovato neanche comodo e utile! Meglio, molto meglio, un piumino caldo e abiti adatti alla seconda tappa (con una temperatura diversa), piuttosto che giacca+maglione+maglia a tre quarti+ maglietta…

    • Reply
      Paola
      Settembre 8, 2015 at 4:19 pm

      Io invece sono un'appassionata di strati :D! penso sia perchè: 1) sono magra e minuta e aggiungere un po' di volume in più non guasta sulla mia figura, anzi. 2) sono sensibilissima ai cambi di temperatura e ho bisogno di continui micro adeguamenti, quindi piumino pesante più vestiti leggeri per me non è praticabile. 3) detesto cordialmente i piumini e ho fatto tutti gli ultimi 8 inverni della mia vita milanese con i cappotti, senza assiderarmi e senza mai invidiare le altre in piumino.
      Insomma, l'importante è trovare la soluzione giusta per ognuna 🙂

      • Reply
        chiara
        Settembre 10, 2015 at 10:20 am

        Sono d'accordo con te sul fatto che ognuno debba cercare e trovare la propria soluzione in base al proprio fisico, necessità lavorative/di vita e ambiente in cui vive….anche io, in quei 6 anni trascorsi a Milano, usavo solo il cappotto; ora, quando fuori ci sono -15/-20 gradi, preferisco di gran lunga il piumino! Quando nevica (o mista neve e pioggia, bleah), i materiali tecnici si asciugano molto più velocemente; stessa cosa per la pulizia: il piumino lo butto in lavatrice quando voglio. C 'è da dire, poi, che io sono decisamente alta e… a forma di armadio, quindi non posso proprio aggiungere volume (la canottiera in microfibra non manca mai, stamattina presto c'erano 6 gradi!).
        E' evidente che il super piumino lo cambio ogni 3/4/5 anni…..e di solito aspetto i saldi 😉

        • Reply
          Paola
          Settembre 10, 2015 at 11:41 am

          Cmq io i cappotti me li lavo a casa in lavatrice col programma lana. Ho fatto la prova con uno che avevo acquistato in super saldo da zara a 20€ e non mi andava di pagare tanto quanto ogni anno per lavarlo… Aveva una buona percentuale di lana, quindi ho deciso di buttarmi sul programma lana e poi di farlo asciugare appeso su una gruccia. Risultato prerfetto! Da allora la lavanderia va avanti senza di me ;).
          Per il resto sì, a Milano trovare -15 è molto molto improbabile, quindi immagino che in certe temperature il piumino sia una necessità! Per mia fortuna io la montagna d'inverno la bazzico poco, quindi posso restare fedele ai miei cappottini e ai miei strati senza assiderare :).

  • Reply
    Ilenia Fioravanti
    Settembre 4, 2015 at 3:52 pm

    Ciao!! Sono nuovissima del tuo blog, l'ho scoperto da poco ma devo dire che è davvero utile per noi povere ragazze sempre in lotta tra la comodità e i dress code! ;D
    Io non faccio la pendolare in senso vero e proprio, anche se l'ho fatto per tanti anni durante l'università, però i tuoi consigli li metto in pratica tutti i giorni poichè, facendo la pratica da avvocato, trascorro mattine intere correndo tra aule e cancellerie del tribunale, con la borsa/valigia piena di libri e varie altre mille cose, calcolando bene al mattino quali scarpe mettere e quale cappotto indossare…..non è certo facile!!
    Alla fine posso dire che io sono una grande fan delle shopping bag rigide, così ogni cosa sta al suo posto. Per quanto riguarda le scarpe solo stivali rigorosamente con il tacco largo almeno 8 cm (visto che sono alta 156 cm!) e cappotto (dato che sotto metto sempre un blazer…)

  • Reply
    cri
    Settembre 4, 2015 at 7:20 pm

    Complimenti x il blog.. Questo tema mi è molto caro; sono un paio d'ani che sono pendolare.. Uni.. Nel tempo ho risolto molti prblemi e in linea generale trovo i tuo consigli molto applicabili e utili..però ho ancora qualche dubbio.. In primavera e estate (ma x lestate dovrei aver recentemente risolto) c'e il problema scarpe: le ballerine con la suola in cuoio sono ok, ma dopo due giorni devo assolutamente cambiare o mi sento tirare i tendini; ma le scarpe da ginnastica se fa caldo non riesco a metterle perche a causa della suola in gomma (o plastixca e basta?) fanno vescichette (altrimenti sono comodissime) e tengono un caldo assurdo; i mocassini mi fanno male sulle cuciture (tutti quelli che ho provato, gia nel negozio) e scarpe tipo oxford pur con la suola giusta le vedo bene solo in pele e penso siano tropo calde. Se qualcuno ha consigli appena posso passo ai sandali che ne ho trovati in cuoio col tacco portabile e iovanili).. Problema due: sono freddolosissima e sia nel pezzo che faccio a piedi che in classe vado benissimo con pesantezza tipo vestitino in lana se non di piu, ma se in treno accendono muoio di caldo; jeans + maglia+ n golf andrebbero bene ma con i jeans ho freddo, per ciò dovrei o trovare sia maglie che golfini da abbinare alle gonne (sono mela a 8, l'ideale di golf sarebbe cardigan su quasi tutto ma in inverno lascia la pancia meno calda) e a vestitini di pesantezza maglietta. Se qualcuno ha (o ha avuto) gli stessi problemi e ha sugerimenti sono ben accetti (alle fine la cosa piu facile è la minigonna in jeans abbinata come fosse un jeans.. Pero dopo poco sembra di vestirsi sempre allo stesso modo)
    Scusate la prolissità.. In bocca al lupo a tutte le pendolari
    CriLiz

    • Reply
      SaliceMcMay
      Settembre 5, 2015 at 9:18 am

      Anche io mela a otto e stesso problema con i cardigan quando fa molto freddo: sono "spifferosi". Io ho un'altro problema invece, lavoro al freddo per tutto l'inverno, quindi divento una palla informe da novembre a marzo… con buona pace dello stile…

    • Reply
      Sara Consigli X Principianti
      Settembre 5, 2015 at 10:26 am

      Per le scarpe, è un problema che va oltre l'essere pendolari: devi trovarne di comode, non da pochi soldi, se il tuo piede è così delicato (come ti capisco…!).
      Per il fatto di essere freddolosa, come detto indossa un capospalla molto caldo come il piumino e sotto potrai indossare qualcosa di meno pesante da usare sul treno (il vestito di lana è troppo caldo?! guarda, il mio treno era ghiacciato, per questo sono sbalordita!!). Quanto ai jeans, io li indosso sempre con calzamaglia in cachemere sotto perchè mi tengono molto freddo. Quando ho la gonna, maxystivale imbottito.

  • Reply
    Kika
    Settembre 5, 2015 at 11:45 am

    I tempi da studentessa pendolare per me somo psssati da un pezzo, ma ora mi trovo comunque a dovermi preparare per giornate di corsa tra un impegno e l'altro molto diversi tra loro. Quindi nel mio caso si trattadi essere trasformisti e l'auto-armadio come quella di Chiara aiuta 🙂

    Domanda tecnica: una volta per seguire i commenti ai tuoi post mi iscrivevo al post stesso e mi arrivavano via mail, adesso con questo sistema come devo fare? So che è da un po' che l'hai cambiato ma non ci ho ancora capito niente 😛

    • Reply
      Sara Consigli X Principianti
      Settembre 5, 2015 at 12:50 pm

      Uhm, credo proprio tu debba iscriverti a Disqus e poi cliccando sul tuo profilo vengono fuori tutte le discussioni (ovvero commenti ai post) che stai seguendo, con le news e le nuove risposte. Giusto? Anche io ci capisco un po' poco lo ammetto!

      • Reply
        Kika
        Settembre 5, 2015 at 3:13 pm

        Ok ci provo, grazie!

        • Reply
          Lulli
          Settembre 8, 2015 at 10:12 pm

          Davi iscriverti a Disqus, anche con fb o google plus… Poi nelle notifiche vedrai tutto… Però la newsletter non arriva più nemmeno a me, invece di altri blog che usano lo stesso sistema arriva ancora…buh

  • Reply
    Francesca
    Settembre 5, 2015 at 3:47 pm

    Rimanendo in tema di piumini… qualcuno ha visto dei bei piumini che non costino un occhio della testa? A me piacerebbe abbastanza corto e con la cintura in vita. Ovviamente mi sono innamorata dei monclair, un po' costosi pero' (per usare un eufemismo).

    In tema di pendolarismo, all'epoca andavo all'università e la parola d'ordine per me era: comodità assoluta e in tutti i sensi! E mega-borse dove poter riporre tutto. 🙂

  • Reply
    Lulli
    Settembre 8, 2015 at 10:09 pm

    Scooterista, quando il clima si irrigidisce mi riparo in un piumino Woolrich rosso pompiere, così sono sicura di essere vista anche nella nebbia, se non si adegua al mio look pazienza, qualche volta ci metto un giacchino più leggero sotto , se devo muovermi a piedi in centro… Io sono una stratificatrice estrema, sotto a tutti gli strati c'è la canottiera di lana, sotto la quale ,a volte, si può trovare …un'altra canottiera di cotone… E se fa troppo freddo per lo scooter vado con i mezzi… Lavorando in centro città l'auto davvero è scomoda!

  • Reply
    Lilit
    Settembre 28, 2015 at 9:18 pm

    sul vestire a strati ho la mia idea, maturata dall'esperienza personale… esempio: esco di casa la mattina presto quando è freddo freddo, arrivo nell'ufficio dove fa un molto meno freddo che fuori e quindi non si può stare col giaccone pesantone, ma neanche in maniche di camicia perchè col riscaldamento che è partito da poco ancora si gela. a mezzogiorno esco per la pausa pranzo, e siccome c'è il sole la temperatura è salita parecchio, ma se sto col giaccone pesante faccio la sauna, e se lo tolgo rabbrividisco. poi rientro in ufficio, e siccome il sole a quell'ora batte sulle finestre è diventato quasi una serra tropicale. la sera quando esco è freddo, ma non come alla mattina. questa è una giornata tipo del posto dove lavoravo a Padova: due soli strati non mi bastavano in nessuna stagione, tant'è vero che tenevo addirittura una felpina d'emergenza nel cassetto della scrivania, per far fronte a ogni evenienza.

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