Personal shopper

Rehab del guardaroba: colore base grigio (estate assoluta)

Settembre 5, 2015



Quando faccio una rehab, quando scelgo le storie da raccontarvi, quando entro fisicamente nei guardaroba delle persone, di fatto, entro un po’ anche nelle loro vite; davanti a un caffè, a una tisana, a un pranzo veloce faccio parlare chi ho davanti, faccio esporre di nuovo il questionario che ha compilato, scavo nelle necessità di un nuovo armadio e nelle insoddisfazioni dei propri capi e non è MAI semplicemente un parlare di vestiti. Qualcuno potrebbe reputare superficiale il mio lavoro, potrebbe pensare che sono semplicemente una ragazza che abbina due capi e ciao; e potrebbe pensare che le mie clienti sono altrettanto superficiali, patite di moda, senza nessun problema che non sia quello di cosa mettere al mattino e come apparire gnocca davanti ai colleghi. La verità è che questa non è la verità. Non so le altre clienti di altre personal shopper, ma le mie sono quanto di più lontano si potrebbe immaginare dallo stereotipo della donna ricchissima ed annoiata che si crogiola nelle proprie scarpe firmate. Perchè quando abbiamo difficoltà con quello che riflette lo specchio davanti a noi, è difficile far pace con i “demoni” che abitano dentro di noi; spesso gli uni influiscono sull’altro, spesso è il corpo che ci fa nascere patemi, altre volte è l’incapacità di stare bene dentro e fuori che si riversa sugli abiti che portiamo. Vestirsi non significa coprirsi: significa comunicare, significa porsi verso il mondo, significa presentarsi a chi abbiamo davanti. Non esaurisce chi siamo, ma è il primo impatto. E’ come vogliamo relazionarci. Se per qualsiasi motivo non sento mio il mio corpo e gli abiti che indosso, come posso pensare che a monte ci sia una piena accettazione di sé?

Questo è vero sempre, per qualsiasi persona che ho conosciuto. Un rossetto rosso e una profonda scollatura possono essere il grido di una insicurezza mascherata da “ehi guardami sono qui e sono esattamente come film telefilm e pubblicità vogliono la donna sexy!” e una tunicona informe può essere il grido di una vergogna o un odio per i propri difetti fisici, piccoli o grandi che siano. Per questo l’abito fa il monaco, eccome, ma solo per chi (paradossalmente) sa andare oltre le apparenze. Questo appunto è vero sempre, ma soprattutto per il caso che ho visto recentemente: Alessandra, milanese, mela tg.42-44, estate assoluta. La vedi e ti accoglie con un sorriso e un entusiasmo contagiosi, la sua casa è calda e accogliente e l’abito che indossa super casual; inizia a fumare, mi dice che ha 41 anni (41?!, rispondo, Seriamente?!) ma ne dimostra 35 a far tanto, lavora come segretaria a diretto contatto con il pubblico e le serve un look da lavoro, esclusivamente quello, che non sia quello di una ragazzina dato gli anni che dimostra e non sia da sciura, dato gli anni che ha in realtà. E fin qui, tutto bene. Le cose si complicano quando mi dice che è un’estate assoluta (l’analisi l’ha fatta Lara, ma avrebbe potuto tranquillamente autodiagnosticarsela dato che poi nel corso della giornata dimostra una conoscenza non superficiale del tema colori, saturazione, croma, etc…) e per anni ha usato solo il nero. Solo il nero? Strano, per una persona che sprizza allegria e positività da tutti i pori.

Non è stato sempre così, mi dice. Fino a qualche anno fa, a causa di una malattia che hanno tardato a riconoscerle, era quasi tre taglie di meno, una mela-rettangolo. Ma insieme alla diminuzione drastica di peso era arrivata anche la depressione e uno stato d’ansia che le rendevano difficile amarsi, qualsiasi taglia portasse. Ora che la malattia è stata riconosciuta e tenuta sotto controllo, la “ciccia”, come la chiama lei, è tornata, la depressione svanita ed è di nuovo la ragazza allegra ed energica che era sempre stata. Ma insieme a tutto questo è arrivata la nuova sensazione di non sentirsi pienamente nel corpo che ha: è davvero il suo? Con quei chili in più? Con la pancetta e i difetti che prima non aveva? Ed ora come deve vestirlo? Ho l’impressione, mentre parliamo, che Alessandra accetti con la testa che l’immagine del suo corpo tg. 38 era un’immagine distorta portata dalla malattia e questo, più in carne ma non grasso come lei lo vede, sia quello della serenità e della salute fisica e mentale. Eppure, con una parte più inconscia e più istintuale, riconoscere come propria questa novità è difficile. Per fortuna Alessandra non si è arresa e ha deciso di affrontare questo nuovo demone prendendolo per le corna: per prima cosa lo ha addomesticato, riconoscendolo e riconoscendosi, grazie ad Anna Venere (che le ha mostrato la sua nuova forma del corpo nei suoi pregi e nei suoi difetti) e a Lara (che le ha rivelato la sua stagione, facendole capire che non era il caso di restare trincerata nel total black, neanche da un punto di vista armocromatico). Ed ora arrivo io: “Devi aiutarmi a sbarazzarmi di tutto quello che indossavo prima, devi costruirmi un nuovo guardaroba, diverso dal primo e più adatto al presente, perchè da sola non ce la faccio”; bisogna quindi seppellire il passato e mostrarle concretamente una nuova via.

Tenendo conto del fatto che di nero ancora ce n’è, ma fortunatamente è stato piano piano introdotto anche del grigio in varie sfumature, decido di ruotare tutto il suo armadio su questo colore base – un’alternativa super chic e versatilissima, come avevo già scritto nel post dedicato all’estate assoluta. Attorno al grigio e a tre capi base (una gonna nera, un paio di pantaloni blu scuro e un paio grigio chiarissimi) costruirò una capsule collection personalizzata, da rimpolpare poi con uno shopping mirato (le ho lasciato la lista, così potrà farlo con calma anche da sola). Alla fine del repulisti, l’armadio sarà molto più vuoto di abiti ma molto più pieno di abbinamenti sensati. Prima cosa, via tutti quei vestiti stretti, da tg. 38 e via tutti gli abiti e sciarpe caldi. Teniamo i maglioni e le maglie grigie, alcuni capi neri che riusciamo a smorzare e rendere più adatti ad una estate assoluta grazie a cardigan e accessori, due sciarpe salvavita (una azzurro polvere e una rosa antico) e le borse. Costruisco il suo guardaroba a partire dall’equilibrio tra il grigio, il nero, il rosa antico o rosa cipria (che fortunatamente c’è in abbondanza nel guardaroba di Alessandra); scelgo di tenere tre borse su tutte: quella nera (ottima laddove gli outfit non fossero troppo scuri e quindi reggessero perfettamente un tono completamente dark), quella grigio chiaro (da preferire quando si deve schiarire un look troppo scuro e quando c’è di mezzo la sciarpa azzurro polvere) e una di un bel color borgogna (accoppiata vincente con il grigio e la sciarpa rosa antico). Lo stile che ne deriva è classico con tocchi contemporanei, molto basic e quasi minimal ma non noioso; dato che si tratta del look da lavoro, abbiamo creato una sorte di “uniforme” in cui Alessandra si sente appieno a suo agio e si piace, con il giusto equilibrio tra formalità e personalità.
Ecco alcuni dei i look creati, a partire dalla capsule che ruota attorno alla gonna nera.

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Compiti a casa per Alessandra: comprare altri vestiti ad A, dato che scarseggiano proprio nel suo guardaroba (due in tutto!); trovare un paio di pantaloni bianchi per rendere più estivi i suoi look in grigio e blu scuro; maglie di colori diversi dal grigio, nero e rosa, per rendere più vario il suo guardaroba (su tutti, color azzurro polvere e rosa antico). E i migliori auguri per un ritorno a se stessa.

 

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10 Comments

  • Reply
    Mara G
    Settembre 6, 2015 at 10:40 am

    Ciao Sara,
    che bello questo post! Non ho mai pensato che i tuoi post o il tuo lavoro fossero superficiali, ma mi rendo conto che questa sia una critica tipica e frequente di chi vede gli altri con superficialita'. E' proprio vero che il modo in cui ci vestiamo, ci trucchiamo, ci "agghindiamo" e' un riflesso di come siamo, di come ci sentiamo e delle nostre paure. E come tale non andrebbe mai preso alla leggera!
    Tra l'altro e' molto istruttivo che ora, oltre alla forma del corpo, tu indichi anche la stagione! Peccato non si veda il viso di Alessandra (per capire appieno quali colori le donino), ma d'altra parte neanche a me piacerebbe vedere la mia faccia su internet a disposizione di chiunque!
    Bravissima (come sempre)! E un grosso in bocca al lupo ad Alessandra!

    Mara

    • Reply
      Sara Consigli X Principianti
      Settembre 7, 2015 at 8:44 pm

      Grazie mille! Purtroppo di gente che vede il marcio in ogni cosa è pieno il mondo, soprattutto quando ti occupi di aspetti "delicati" come la moda e la bellezza… "sei superficiale" è la primissima critica che senti farti, anche velata, anche sottintesa… Ma facciamoci forza che alla fine quelle che vincono e si sentono bene con loro stesse e nutrono corpo e anima nello stesso modo, siamo noi 😉

      Purtroppo per ragioni (ovvie) non posso mostrare il volto delle ragazze cui faccio la rehab; però confermo che i miei colori e quelli di Alessandra sono simili: lei però ha i capelli scuri e gli occhi chiari 🙂

      • Reply
        alessandra paolucci
        Marzo 21, 2016 at 7:16 pm

        non ti ho trovato affatto superficiale, il contrario semmai. ti ringrazio ancora per l'aiuto prezioso che mi hai dato. il percorso verso la definizione della nuova Ale prosegue sulle nuove basi che mi hai aiutata a mettere, sempre più felicemente 😉

    • Reply
      alessandra paolucci
      Marzo 21, 2016 at 7:13 pm

      grazie 🙂 !!!

  • Reply
    chiara
    Settembre 7, 2015 at 11:09 am

    Complimenti per il post. Credo di poter capire parte delle sensazioni di Alessandra: aver passato i 40 e sentirsene dare si e no 30 (meravigliosa sensazione, eh, ma tu non ti senti una signora, né ti senti più una ragazzina); la malattia, la diagnosi che tarda ad arrivare, le cure che ti regalano taglie e curve che non avevi. Poi….la pace con sé, con la malattia, con le tue difficoltà a vivere in un mondo in cui tutti sono sempre perfetti e tu ti senti uno straccio, con le cure, con le tue nuove forme. Io ho deciso di fare l'analisi dei colori, qualche anno fa, quando la malattia si stava stabilizzando, dopo una vita che mi vestivo solo di nero. Se quella era la mia nuova condizione, volevo viverla al meglio! Estate chiara soft al limite con estate chiara. Ho rifatto l'analisi e Lara dice che sono un'estate chiara…
    Grazie Sara. Buon viaggio Alessandra, abbi cura di te!

    • Reply
      Sara Consigli X Principianti
      Settembre 7, 2015 at 8:41 pm

      Grazie a te per aver voluto condividere un delicato (fortunatamente lontano) momento della tua vita; è importante prendere in mano le redini di noi stesse, sia morali sia fisiche sia estetiche, perchè alla fine sono quelle che ci fanno star bene con noi stesse. Se riusciamo ad aiutarvi in questo percorso che regala momenti di grande soddisfazione ma non è privo di insidie ed insicurezze, per noi è davvero una gioia immensa.

    • Reply
      alessandra paolucci
      Marzo 21, 2016 at 7:13 pm

      grazie Chiara buon viaggio anche a te di cuore 🙂

  • Reply
    colibrì
    Settembre 8, 2015 at 7:52 am

    Comunque penso che coloro che criticano dicendo "sei superficiali" siano loro i primi ad esserlo visto che molto probabilmente si fermano solo al titolo ed a poche righe. Inoltre succede a volte che sono anche i primi che quando vedono una persona vestita male le puntano il dito contro e criticano il suo modo di vestire, Ah la coerenza di certa gente!

  • Reply
    Cristina Quattrone
    Settembre 8, 2015 at 9:33 am

    Ma come si fa a dire che i tuoi post sono superficiali, quando rendi a chi, come me, è profana, la vita moglire semplicemente ridando nuova vita ai capi che ha acquistato o facendole notare nuovi abbinamenti? Io farei una statua a te, Anna e Lara anzi……Anna, Sara, e Lara sante subito! Grazie a voi credo di aver leggermente migliorato il mio gusto estetico o quantomeno individuato le cose che mi donano e quelle che invece non lo fanno. Di più: mi spiace di vivere dal "lato opposto" al tuo,ma se potessi, ti chiemerei oggi stesso dicendoti "vieni a casa mia a vedere il mio armadio e rendimi una donna nuova" :-)))))). Complimenti sempre per ciò che fai! Un abbraccio (Cristina la traduttrice)

    • Reply
      Sara Consigli X Principianti
      Settembre 8, 2015 at 7:31 pm

      Grazie grazie grazie, l'affetto che dimostri sempre è commovente!

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