Come abbinare

Indossare il turbante

Giugno 30, 2017

[testimonial author=”Rossella”]Salve Sara, il tuo contatto me l’ha passato Anna Venere. Sono Rossella e le avevo chiesto consigli su come abbinare il turbante (turbante chemio terapico 😉 ) e lei mi ha detto che tu potevi darmi qualche consiglio di stile. Ho 40 anni e sono una mela a 8 magra e lo stile à la parisienne mi piace tanto -ma non disdegno quello bohemien-. Ti ringrazio tantissimo ❤[/testimonial]

A volte dimentichiamo che i vestiti servono a coprirci; in un mondo in cui tutto è moda, spesso le necessità vengono accantonate e quindi anche chi dovrebbe indossare scarpe comode e dalla pianta larga si strizza dentro ballerine con la punta rigida o chi non ha un punto vita trattiene il respiro pur di indossare una gonna a ruota che la faccia sentire una principessa del bon-ton. Poi arrivano queste mail e mi riportano alla realtà; a volte gli abiti non sono scelte di gusto, ma scelte necessarie. E allora come abbinarli? Per fortuna ogni tanto la moda ci dà una mano: fino a qualche anno fa il turbante era una cosa da festival afro, adesso campeggia sulle teste di moltissime donne anche in centro per un po’ di sano shopping (a proposito, a breve i saldi, siete già pronte?!).

Come ogni cosa super vista, sono molti gli stili che le si confanno: il turbante in questo caso può essere indossato sia su ampi abiti boho, sia su una giacca di pelle e un paio di jeans. La cosa fondamentale è che sia di un colore che ci dona ( e per questo ovviamente ci facciamo aiutare dall’armocromia!). Il turbante, che sia a fascia o che copra tutta la testa, si adatta a moltissimi stili (forse non allo sportivo e al maschile, che sono troppo lontani dalla femminilità che invece richiede); basta sceglierlo della giusta tipologia.

Turbanti stampati: sono quelli che più di tutti richiamano il mondo etnico e quindi anche un certo tipo di vestiti, boho e etto chic. Funzionano però anche molto bene con uno stile mohotown, che richiama gli anni ’70-’80 del soul afroamericano. Sì quindi a abiti colorati e dritti con scarpe da ginnastica e gilet in jeans, occhiali tondi a specchio, grossi orecchini (vanno benissimo anche quelli a cerchio che tanto andavano quando le nostre mamme avevano la nostra età) e collane etniche e di bigiotteria. Diva indiscussa di questo stile è oggi Alicia Keys (una che ci piace perché appare in TV struccata e mettendo in mostra orgogliosa i suoi fianchi, tanto deve cantare e lascia tutti stesi comunque!).
Sono molto belli anche con look più minimal, ovviamente, indossati come capo chiave del look. In questo caso, meglio optare per stampe più “docili” come fiori e geometrie. La sua versione più ripulita è la fascia fatta con il foulard, che però scopre la testa e i capelli.

Elle.it

Elle.it

 

Turbante tinta unita: molto più versatile, è quello che sicuramente comprerei io se solo non sembrassi un uovo di Pasqua. Si adatta molto a uno stile più casual chic, fatto di camice in lino a righe, jeans, ballerine, sandali in corda e borse di paglia. Le più audaci lo usano anche in inverno, nella sua versione in lana, sempre abbinato a splendidi cappotti dal taglio maschile, senza troppi fronzoli, che lo rendano il protagonista indiscusso del look. Che il colore sia beige, grigio, cipria, nero, terra, ocra, verde bosco, l’importante è che richiami i colori della natura; quelli più neutri si accordano meglio a un look maschile (benissimo jeans, chiodo, righe, etc…), quelli che invece virano sulle tinte autunnali sono più indulgenti con l’animo femminile di chi li indossa (bellissimi con i colori pastello). In questo caso sempre bene o mostrare un pochino i capelli o, in alternativa, accompagnarli a orecchini e collane.
Molto chic, decisamente bello in total black. Si accorda bene anche a look minimal e retrò (quelli che però ricordano gli anni ’60 di Audrey) e richiama un tempo lontano in cui le donne esprimevano anche in questo modo la propria femminilità e il loro anticonformismo. Si rifanno più ai fasti degli anni ’20 che alla tradizione africana e afroamericana, quindi hanno un gusto più sobrio e rigoroso.

 

 

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3 Comments

  • Reply
    Daniela Salomoni
    Luglio 9, 2017 at 11:18 am

    Ciao Sara! Complimenti per questo post, l'ho trovato davvero interessante e spero che sia stato d'aiuto anche a Rossella. Volevo segnalare il blog di una ragazza musulmana che ha fatto del turbante – anzi, dell'hijab – il suo segno distintivo: si chiama Dina Torkia, e mi sembra che compaia anche in una delle immagini del post (la terzultima). Ecco qui: http://www.dinatorkia.co.uk/ , c'è davvero di che prendere ispirazione!

  • Reply
    Angela
    Luglio 18, 2017 at 8:48 am

    come sempre i consigli molto utili e dettagliati 🙂

  • Reply
    Anna
    Agosto 14, 2017 at 12:26 am

    Ciao a tutte! io amo tanto i turbanti e ho amato questo articolo, trovato per caso mentre cercavo look per il mio corpo a pera magra 🙂 Se può essere utile a qualcuna di voi, conosco una brava insegnante di yoga organizza dei seminari/feste chiamati Turban Parties, in cui insegna tecniche di allacciatura dei turbanti, la loro storia, il loro significato anche profondo di "corona" per le donne. Lavora con donne in generale ma fa anche eventi specifici per donne in chemio. Si chiama Elisabetta Bagnato e la trovate su fb. Vive a Berlino ma in autunno mi sono iscritta a un suo seminario a Vicenza. Non voglio fare pubblicità fine a se stessa ma parliamo di un tema così delicato e femminile che ho voluto parlare di una femmina che lavora molto bene con i turbanti 🙂 Anna

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