Il guardaroba perfetto

Costruire il proprio guardaroba perfetto: l’anarchia nell’armadio

Febbraio 4, 2019

Quando ho deciso di utilizzare il termine “anarchia” per descrivere questo blog, non pensavo ad una completa assenza di giudizio, criterio, idee. Non pensavo al vestirsi come al cospargersi di colla e gettarsi nell’armadio aperto. Il termine “anarchia” non ha mai avuto per me un’accezione negativa, ma anzi conserva un fascino (anche abbastanza romantico e giovanile, legato ai lunghi pomeriggi di occupazione del liceo dove studiavo) tutto suo; anarchia come libertà, come capacità di autoregolarsi. In un’anarchia infatti non ci sono regole esterne a impedire determinate derive criminoso perchè ogni cittadino ha in sé ben radicate norme ispirate al benessere comune, al convivere civilmente, al mutuo rispetto. Questo è il termine che amo e che ho caro: non certo quello che rimanda a lanci di sanpietrini e notti del giudizio.

Quando ho aperto questo blog ho voluto trasmettere questa idea a chi mi legge: non volevo elencare norme, ma descrivere la moda, dare il mio punto di vista libero e personalissimo. E voi, con queste descrizioni, avreste costruito il vostro stile personale e unico, sapendo voi cosa è meglio per il vostro guardaroba. Un’anarchia che è personalità, amore per la moda, voglia di essere unica. Nessuno che vi dice cosa sì e cosa no: solo la vostra libera scelta, ovviamente guidata dal buon gusto. Sono certa che dopo anni di sì/no avete ormai compreso cosa sì e cosa no; adesso è tempo di capire cosa amiamo.


Quest’introduzione unicamente per comunicarvi che quando ho pensato “sarebbe bellissimo scrivere un post su come costruire il guardaroba perfetto” il pensiero che è seguito è stato “uhm, UN solo modo?“. In realtà un solo modo per creare il guardaroba perfetto non esiste, perchè siamo tutte diverse e amiamo cose diverse. Inoltre, per come la vedo io, non si parte dal guardaroba per poi creare gli abbinamenti: è sicuramente vero il contrario, sono infatti gli abbinamenti che definiscono il nostro guardaroba. Quindi un’impostazione dall’alto che, disegnando il vostro guardaroba, a cascata si ripercuote su come vi vestite ogni giorni è secondo me molto limitante (seppur facile, eh, per chi ve lo propone) – e non è quello che volevo fare.

So che invece in TV, tra le consulenti e sulle riviste di moda accade il contrario. Ho ragione io? Hanno ragione loro? Diciamo che non esiste un modo giusto o sbagliato a priori. A ciascuno la propria visione: sarà poi il risultato finale ad essere più o meno soddisfacente. Insomma: scegliete voi qual è il metodo che più vi fa comodo utilizzare e più vi si confà. Proprio per questo, ho deciso in questi mesi di raccogliere nella memoria tutte le mie esperienze di lavoro di questi anni; come faccio – era questa la mia domanda – a capire come organizzare il guardaroba di una cliente?


La verità è che come detto un modo non c’è: ogni guardaroba è una storia, un universo, un cosmo con sue regole e suoi equilibri precisi, costruito come un capo sartoriale attorno alla persona della cliente – non solo al suo corpo (del quale bisognerà però conoscere regole di forma e di colori) ma anche alla sua personalità, alla sua vita quotidiana, al suo carattere, al suo gusto. Talvolta un colpo d’occhio basta a capire se una donna ha un’eleganza classica e innata o una vivacità personalissima ed eccentrica; altre volte serve invece parlarle, ascoltarla più nel profondo per svelare una personalità sfaccettata. Insomma: non è affatto facile.

Io come faccio? Vado ad intuito, e il mio intuito non ha (per ora) mai sbagliato. Mi è capitato di avere dificoltà a comprendere una donna quando avevo con lei pochissimo tempo a disposizione o la distanza della rete ci divideva; altre volte invece anche una consulenza fatta via Skype è stata incredibilmente efficace. Non c’è una regola (sebbene di norma io faccia consulenze telematiche solo in casi eccezionalissimi).

Ma quindi, se tutto è così intuitivo, perchè scrivere questo post? Perchè voglio inaugurare un ciclo di post per tutte, un ciclo di post in cui descrivere varie modalità di organizzazione del guardaroba; o meglio: di costruzione degli outfit, dal quale solo poi nascerà spontaneamente il vostro guardaroba perfetto. Non un metodo, ma una guida che consiglia diverse tipologie di azione a partire dalla mia esperienza, una rosa ampia tra cui chissà magari c’è anche quello che fa al caso vostro. Per questo amo definire guardaroba anarchico il mio, ma anche quello che andrete a creare: sarà fatto di regole vostre, scaturite dall’osservazione di voi stesse e di ciò che amate indossare, chiudere nei cassetti, riporre sulle grucce, acquistare durante il vostro shopping, che vi fa sorridere come solo un paio di scarpe nuove sa fare!


Che ne dite, la cosa può interessarvi? Voi avete un metodo di organizzazione e costruzione dell’armadio o lasciate che tutto sia casuale libero e creativo? C’è dell’anarchia sana nel vostro agire o un’anarchia caotica – e ne siete consce, e vi piace, e va benissimo proprio così?
Let me know!

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6 Comments

  • Reply
    Emanuela
    Febbraio 5, 2019 at 11:13 am

    Dopo aver fatto l’analisi armocromatica e della forma del corpo ho finalmente avuto l’ispirazione per inventarmi il mio stile personale (che però riesco a seguire solo nella bassa stagione, più che altro per i tessuti che utilizza 😛 ), quindi ora tutti i vestiti e accessori che compro rientrano nel mio stile, nei miei colori e nella mia forma. Le altre cose non le guardo proprio, ma perché non mi piacciono. 😀
    Poi chiaramente non sempre è possibile conciliare tutte le esigenze. Ad esempio qualche giorno fa ho comprato un maglione leggermente oversize, che su di me non è proprio il massimo, essendo io clessidra poco formosa. Però l’ho preso perché aveva una fantasia leopardata non con il solito fondo beige ma arancione bruciato, che per me è l’ideale. Erano anni che cercavo una maglia leopardata con quel fondo, e così l’ho presa anche se per me non è il top.
    Quindi diciamo che il mio armadio è solo moderatamente anarchico, e comunque ne farebbe volentieri a meno. 😀

    PS: nel penultimo rigo dell’articolo c’è un refuso: hai scritto “cosce” invece di “consce”. 😉

    • Reply
      Sara Apfel
      Febbraio 6, 2019 at 7:48 am

      Maglia leopardataaaaa!!!! Super cuori! Io per ora di leopardato ho un maglione, una cintura, un paio di scarpe e una sciarpa. Mi fermerò mai?

      PS. grazie dell’indicazione del typo, corro a correggere!

      • Reply
        Emanuela
        Febbraio 6, 2019 at 2:21 pm

        Ti capisco! Anch’io sono nel tunnel del leopardato e temo che non ne uscirò mai. Tutta colpa di Lara che mi ha fatto scoprire che mi sta bene. 😀

        • Reply
          Sara Apfel
          Febbraio 6, 2019 at 3:27 pm

          Sotto sotto gli anni ’80 si sono impadroniti di noi e non ci hanno mai lasciate andare 😀

  • Reply
    claudiag
    Febbraio 5, 2019 at 1:41 pm

    Finalmente leggo un articolo realistico sulla costruzione del proprio guardaroba. Quelli che ho letto fino ad ora (vari capsule o simili) risultano completamente inutilizzabili per i miei modi, i miei gusti, la mia vita.
    Sinceramente non ho ancora ben capito a quale forma corrispondo, penso di essere un nverno profondo come colori (anche se ho alcuni dubbi,,,), ma conosco abbastanza bene quello che mi valorizza e gli abiti in cui mi sento a mio agio, cerco di non comprare molto, ma di buona qualitò. Il mio guardaroba non è enorme e contine molte cose degli anni passati (rifare il guardaroba ad ogni stagione è al di fuori delle mie possibilità e dei miei desideri). Costringere un guardaroba entro limiti di numeri o di colori non mi piace, non fa per me. Qudini attendo fiduciosa e con grandi aspettative i tuoi prossimi post sull’argomento. claudiag

    • Reply
      Sara Apfel
      Febbraio 6, 2019 at 7:51 am

      Infatti ho iniziato a riflettere un annetto fa sul mio modo di organizzare gli armadi proprio a partire dai metodi che trovavo in giro, pensando che non sarei riuscita mai a partire da un’indicazione generale per poi costruire l’armadio… Perchè non avrebbe rispecchiato la realtà degli outfit! Esistono molti modi per costruire i singoli abbinamenti, quindi secondo me ha senso partire da quelli!

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