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Acquisti evergreen per l’estate

Luglio 27, 2020

In quest’ultimi periodo ho avuto modo (grazie alla quarantena) di riprendere in mano molte passioni e molti hobby che per ragioni di tempo, di vita frenetica, di tutto, insomma, avevo un po’ abbandonato. A parte il pane fatto in casa e un riordino dell’armadio in stile Kondo che mi è costato una sciatalgia da anziana signora, ho anche rispolverato la mia macchina da cucire (in realtà, ne ho ordinata una nuova perché la mia era ormai inutilizzabile, ragione per cui l’avevo accantonata: in effetti, anche il ragazzo che fa le riparazioni mi aveva detto “ha 40 anni, è ora di dirle addio”). Quindi: complice l’arrivo di una macchina nuova fiammante e il riordino delle stoffe, ho ripreso a cucire e devo dire che non ricordavo quanto fosse soddisfacente e rilassante. Quasi quanto la skincare del sabato sera.

Quando cuci sai che per un capo dovrai perdere ore (ore piacevoli, ma pur sempre ore) quindi tendi a non sprecare un pezzo di tessuto che magari ha pure un certo valore economico per un capo che forse metterai 3 volte nella vita. Io, da compratrice di cuore, ho abiti che mi hanno colpita e che sono nell’armadio ad attendere l’epifania; ecco, non vorrei che una cosa del genere accadesse a un abito a cui ho dedicato moltissimo tempo libero. Quindi, ho cominciato a scartabellare tra giornali di moda, bacheche pinterest, blog stranieri, etc, per trovare idee che possano essere evergreen ma non “classiche” nel senso stretto del termine (come diceva mia nonna, “i tailleur blu sono sempre un’ottima idea per un matrimonio, ma non indosserei mai un tailleur blu”).

Cose in lino: la mia ossessione per i co-ords ormai è di pubblico dominio. Sono comodi, li infili e sei pronta a uscire, bastano pochi accessori e se poi li scegli nei tessuti giusti li puoi usare anche per uscite estive. In questo momento ne sto cucendo uno in lino nero con bottoncini vintage oro e perla (bigiotteria, si capisce), usciti dalla scatola dei bottoni della nonna. (Ecco, il bello di cucire è sicuramente scegliere i bottoni, mia nuova ossessione). Il lino è ufficialmente il mio filato favorito, in tutte le sue diverse grammature: l’effetto è quasi sempre grezzo ed elegante, stropicciato e quindi rilassato. Adoro, amo, accumulo cose in lino, l’abbinata del cuore è shorts/pantaloni palazzo + camicia.


Trafori bianchi: un pizzo discreto che non passa mai di moda: ricordo che uno dei miei abitini preferiti da bimba era in sangallo azzurro (e ricordo altresì nitidamente mia mamma che lo smacchiava dal gelato al cioccolato che mi ero fatta cadere addosso: sono sempre stata estremamente coordinata nei miei movimenti!). Credo esistano poche cose più eleganti ed estive. Che sia una blusa o un abitino, è una di quelle cose da tenersi nell’armadio e da tramandarsi estate per estate.


Stampa vichy: è la stampa dell’infanzia per eccellenza, non so voi ma i miei grembiuli dell’asilo erano tutti a quadretti vichy. Però però però… è anche la stampa per eccellenza della Bardot e dell’estate in Provenza.


Pantaloni palazzo: evitando magari una stampa troppo edgy, un pantalone leggero, svolazzante, in lino o cotone fa sempre la sua porca figura e può essere davvero un capo jolly dell’armadio. Se abbinato poi a una tunichetta o a un caftano, ha un modo anni ’70 che credo possa davvero soddisfare qualsiasi età.
Seguono immagini da storia d’amore “ieri, oggi e per sempre“:


Caftani e linee simili: la diva per eccellenza in fatto di stile secondo mio nonno è Marta Marzotto. Credo basti. Se poi il caftano di per sé è troppo da sciura, lo stesso mood può essere restituito anche da quelli che amorevolmente chiamo abiti-premaman-che-non-sono-premaman. (PS: i swing pattern giapponesi di cui vi ho parlato su IG sono pieni di abiti così, quando finalmente riuscirò a mettere le mani su uno di questi libri mi cimento!)

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4 Comments

  • Reply
    Monica c
    Luglio 29, 2020 at 6:02 am

    Io non so cucire, ma come te amo molto linee e tessuti evergreen. Effettivamente il rischio di sembrare una vecchietta è dietro l’angolo…ad esempio di queste foto trovo bellissime le giacchette doppiopetto in lino e i caftani, ma temo che su di me non renderebbero uguale.
    Sui traforati e i pantaloni palazzo invece mi sento più sicura!

    • Reply
      Sara Apfel
      Agosto 7, 2020 at 10:20 am

      Diciamo che lo stile fa tanto 😉

  • Reply
    Mira
    Luglio 30, 2020 at 7:19 am

    Ciao Sara, da tempo ruoto attorno all’idea della macchina da cucire ma temo l’epic fail sia dietro l’angolo: sono pasticciona, poco precisa, poco paziente. Ti va di raccontarci come ti sei avvicinata al mondo del cucito? Magari dai speranza anche a me 🙂
    Ciao!

    • Reply
      Sara Apfel
      Agosto 7, 2020 at 10:19 am

      Ho iniziato chiedendo dritte a mia nonna e a mia mamma, poi sono una abbastanza “brava” ad imparare da sola; sicuramente servono molta pazienza e costanza, accantonare la fretta e pensare che la cura e la precisione ripagano in futuro quando il capo sarà confezionato 🙂

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