Il guardaroba perfetto

Costruire il guardaroba perfetto: il blister-wardrobe

Settembre 6, 2020

Nelle puntate precedenti…

Quando si cerca una guida su come costruire il proprio guardaroba solitamente la parola chiave è: praticità. Nella maggior parte dei casi, una donna sogna di entrare nel proprio armadio e uscirne vestita senza aver pensato agli abbinamenti, nel tempo in cui il caffé ha finito di salire. La maggior parte delle guide alla costruzione dei guardaroba quindi si focalizza su questo, e le mie precedenti metodologie non facevano eccezione (il metodo pattern si ispirava chiaramente proprio a questo). Il vantaggio di questi metodi è che permette di costruire l’armadio come fosse un’equazione matematica, inserendo da una parte l’incognita “forma del corpo”, dall’altra l’incognita “colori” e infine scegliendo tra i risultati quello che più si confà al nostro gusto. (Si vede che ho fatto il classico e non ho neppure la più vaga idea di come funzioni un’equazione, vero?).

Lo svantaggio è che, nella pratica, non funziona per tutte. Ho avuto prove concrete di persone che hanno organizzato il proprio guardaroba seguendo le regole dell’equazione ed è durata il tempo di vedere nei negozi un nuovo trend che non si accordava con l’equazione. In quante infatti mantengono inalterato il proprio gusto nei secoli dei secoli, amen?
Ci sono cose che non ci stancheranno mai (ci stancheremo mai di un paio di jeans che ci cade divinamente o di un pull di cashmere del nostro colore preferito, che è pure in palette con la nostra stagione?), altre che invece ci verranno a noia al terzo acquisto (l’ennesima gonnellina a ruota; l’ennesima camicia bianca; l’ennesimo cardigan…).

Che fare, quindi?



In parte, il metodo 20-80 ci viene in soccorso e aiuta chi ha costruito il proprio armadio quantico a uscire dalla gabbia dell’algebra e percorrere vie più libere e fantasiose. Ma c’è di più.

Ci ho riflettuto giusto durante questa quarantena (motivo per cui potevo anche chiamare questo metodo “metodo quarantena” ma poi toccava esorcizzare l’armadio ogni volta). Se mi seguite su IG saprete che ho ricominciato a cucire i capi che indosso, complice un riordino complessivo della casa (che ha riportato alla luce l’amore per gli scampoli che non avevo mai usato), una macchina da cucire nuova (perché la mia era ormai in prepensionamento e ci litigavo, più che lavorarci) e un sacco di tempo libero. Quando cuci è rarissimo che si compri un tessuto che ti convince poco, che si perda tempo a ricopiare un cartamodello che non ti convince al cento per cento, a confezionare un capo che userai 8 volte nella vita. Almeno, io non lo faccio: metto molta cura e tempo per realizzare un capo, pensare che è tutto tempo “perso” e che quel capo stesso finirà nel dimenticatoio perché mi convince poco è poco allettante.
Dopo quasi 4 mesi, mi sono ritrovata a riordinare tutti i capi realizzati fino a quel momento e ho notato una certa coerenza di fondo che non avevo pianificato: coerenza di tessuti (seta, lino, cotone), coerenza di stile (mi piaceva un cartamodello, lo realizzavo in diversi tessuti, aggiungendo particolari personali) e di colori (i miei adorati neutri, più incursione dei colori e delle stampe che avevo amato in questa nuova stagione). E tutto si intonava perfettamente con le borse e le scarpe che già ho.
Avevo creato, senza saperlo, un guardaroba capsule.


La stessa cosa vale per i tessuti che ho scelto per la prossima stagione e su cui sto già parzialmente lavorando (cercando modelli e trend che mi aggradano)



Guardando poi canali di cucito, mi sono accorta che non accade solo a me, anzi, sembra essere abbastanza normale quando si segue esattamente ciò che ci piace, seppure influenzato dai trend del momento (se ogni giorno spulciamo riviste siti di moda, è impossibile non essere in qualche modo colpiti da qualcosa di nuovo!).
(Esempi: qui, qui, qui, ma ovviamente non sono finiti…!)

Il fatto è che questa cosa funziona. Funziona perché ti costringe a riflettere su quello che realmente vuoi indossare, su che tipo di tessuto o stampa o colore non investiresti, ma anche a tirar fuori per forza il tuo gusto.
Quindi la risposta a tutto è creare una guardaroba capsule? Ovviamente no.
Un guardaroba capsule punta a farti acquistare (o creare) capi che userai a rotazione, abbinati tra loro, trascendenti da trend e mode, atti a durare (quasi) per sempre.

Uno degli innumerevoli esempi di guardaroba capsule (il cui svantaggio è che si somigliano un po’ tutti)


L’idea è intrigante, ma (come detto qui sopra) non è per tutti. Per esempio, non è per me: mi piacciono i capi classici e senza tempo MA mi innamoro dei trend di stagione; mi piacciono i capi minimal MA mi innamoro anche di stampe astruse; mi piace fare la lavatrice MA non tutti i giorni.
Come si concilia tutto questo? Secondo me, creando non un guardaroba capsule, ma un guardaroba blister. Ossia, un insieme di capsule che contengono lo stesso “principio attivo”, un filo rosso che lega ogni capo, il nostro gusto personale.

1) Ogni “capsula” ruota attorno a un’idea: questa idea potremmo anche chiamarla “pattern”, incorporando il primo metodo di gestione del guardaroba, il più semplice.
2) Ogni pattern sarà costituito per l’80% di capi classici (basic) e per il 20% di frivolezze.
3) Potremo dare alle nostre “capsule” una o più occasioni d’uso (la capsula per il lavoro, quella per il tempo libero…).
4) Ci saranno incursioni tra una capsula e l’altra, perché, anche se i capi ruotano attorno a pattern e idee diverse, la coerenza di gusto (il nostro) le renderà permeabili.
5) Si potranno avere molte capsule nel nostro blister, quante ne vogliamo; non c’è un limite, perché dipende da come ciascuno vive il proprio guardaroba: chi è più “minimalista” avrà piacere a, e troverà nello stesso tempo confortante, veder appesi 10 capi e tra questi scegliere; al contrario, c’è chi con solo 10 abiti si sente in gabbia e vuole sperimentare una maggiore libertà e creatività, tipo Carrie Bradshaw.
6) Le capsule potranno essere ispirate al trend di stagione; per esempio, quella che ho “cucito” io quest’estate era tutta giocata su lino, co-ord sets, colori neutri. I trend di stagione che sceglieremo per le nostre capsule non saranno presi alla cieca dalle passerelle o dalle riviste, ma saranno scelti tra quelli che più abbiamo amato, quando li abbiamo visti. Ad esempio: di tutti i colori pastello che stanno entrando nei negozi, sicuramente non acquisterò nulla di lilla, ma sarò tentata da un carta da zucchero o un verde menta.
(qui sotto: Un esempio puramente ideale di “capsula” per l’AI 2020-21, con coerenza di colori e stili, ispirata ai trend del momento (Andreas Ortner for ELLE Germany with Kim Noorda).


Ricordo una consulenza particolarmente impegnativa fatta a una signora carinissima che aveva un guardaroba a dir poco sconfinato (disseminato in ben 3 stanze), accumulato nel corso degli anni e fatto tutto da capi che non solo erano di qualità, ma le donavano molto, avendoli scelti con cura; spaziavamo dagli anni ’70 ai giorni nostri. Un vero regno, un piccolo grande scrigno che però… aveva bisogno di una bella riordinata.
Avevamo quindi pensato che la cosa migliore da fare non fosse dividere per decadi, ma proprio per “capsule” (che all’epoca avevo ribattezzato “collezioni”: “Comportiamoci come se fossimo stilisti che devono lanciare una collezione per una sfilata!”). L’impresa era durata tre giorni. Alla fine, per dividere le varie “collezioni”, avevo usato nastri colorati annodati con un fiocco alle grucce: in questo modo anche visivamente i capi della stessa capsula (che erano tutti vicini e tutti marcati) potevano essere subito individuati e riposizionati una volta usati.
Un’idea semplice per non perdere mai la bussola!

Veniamo adesso, come sempre, ai pro e ai contro di questo metodo.
Pro: sicuramente, il guardaroba-blister permette di superare i limiti dei normali metodi di organizzazione e creazione del guardaroba, che hanno spesso il “contro” di essere limitanti per chi ha invece una spinta meno organizzata e più creativa.
Permette di ampliare all’infinito il proprio guardaroba aggiungendo senza problemi i trend di stagione, quasi mai presenti nel guardaroba capsule e in tutti quelli che gli si ispirano.
Dà una sorta di guida a un guardaroba costruito sul gusto personale, fantasioso e (quasi) senza limiti, senza portarci all’accumulo seriale senza criterio (che pure a qualcuno piace, senza dubbio!).
Contro: è necessario avere una grande coscienza di sé, capacità di comprendere ciò che ci dona, di creare abbinamenti, di procedere inconsciamente per una strada coerente, altrimenti si rischia il caos. Per evitarlo, sarà bene magari avventurarsi in questo tipo di guardaroba per piccoli step, magari partendo da una sola capsula; oppure dedicarsi a metodi più “principianti”, come quelli già illustrati nelle puntate precedenti.

Che ne dite? Questo metodo fa per voi, incontra le vostre esigenze?
Let me know!

4 Comments

  • Reply
    Maria
    Settembre 6, 2020 at 10:40 pm

    Queste considerazioni potrei averle scritte io! Non ho mai capito perché l’unico modo per avere un guardaroba coeso e soddisfacente fosse buttarsi sulle capsule striminzite o sull’organizzazione militare di ogni millimetro cubo di armadio, sacrificando fantasia ed estro creativo.
    Questo metodo mi ricorda quello delle outfit formulas, ossia accoppiate di vestiti che vanno bene tra loro (che so, gonna a ruota + blusa + cardigan lungo + stivale, o blazer + skinny + stivaletto), ma devo dire che mi piace anche di più, l’idea di tante capsule che si intersecano le une alle altre, ma restando coese e identificabili. Per chi come me adora giocare con gli stili e i tessuti è una pacchia, un giorno mi ispiro al preppy il giorno dopo allo sporty chic, e i vestiti possono anche transitare da uno stile-capsula all’altro senza problemi, non sono compartimenti stagni. Credo di aver già messo in atto un metodo simile a quello blister nel mio armadio, ma sarà divertente ragionarci meglio e vedere quanti “blister” riesco a individuare!

    • Reply
      Sara Apfel
      Settembre 7, 2020 at 8:40 am

      Sì! Concordo, è proprio un po’ minimizzante avere tre-quattro capi, 3-4 abbinamenti e fossilizzarsi su questi, toglie proprio tutta la gioia di vestirsi! Può sicuramente funzionare per chi cerca praticità e basta, ma per chi è un minimo appassionato e ha un proprio estro creativo è molto riduttivo… e alla fine sembra che o sei organizzato in modo quadrato o vivi nel caso! Be’, non è proprio così 😉
      Tienici aggiornate sui progressi del tuo blister!

  • Reply
    Monica c
    Settembre 8, 2020 at 5:27 pm

    Concordo con te! Io ho fatto quest’anno
    2 capsule con il mio guardaroba estivo; innanzitutto ho messo radunato le cose più belle e più donanti che ho, “nascondendo” in alto nell’armadio le cose che in questo momento mi stanno male o hanno stili e colori che non volevo indossare questa stagione. A volte più che buttare e comprare bisognerebbe solo riorganizzare e ruotare un po’ i capi!

  • Reply
    Monica c
    Settembre 8, 2020 at 8:45 pm

    Comunque la tua idea dei nastri colorati x contraddistinguere i capi della stessa capsule è davvero carina!

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